Lavoro in Italia: Valerio Schito espone il problema tra imprenditori e lavoratori
- Forge Italia

- 18 gen 2023
- Tempo di lettura: 5 min

Per la rubrica "Interviste" abbiamo chiesto l'opinione dell' imprenditore Valerio Schito, in merito alla situazione che nel corso delle settimane vede crescere la disputa tra imprese e giovani lavoratori.
Vi riportiamo l'intervista completa.
Elena - Corriere d'Italia: Buonasera Valerio, grazie per aver accettato l'invito. Iniziamo subito con la questione del momento: l'imprenditoria e la ricerca del personale, in parallelo al tema del reddito di cittadinanza. Come si posiziona rispetto a queste tematiche?
Valerio Schito: Buonasera e grazie per l'opportunità di discutere questi argomenti importanti. Diamoci del tu. Voglio partire subito dalla premessa chiave che a mia opinione ha portato e continua a creare tutte le problematiche che stiamo vivendo ormai da anni in Italia; ovvero trovo che il sistema fiscale italiano attuale sia fortemente penalizzante per le aziende. Le imprese sono, di fatto, soffocate dalla tassazione.
La nostra economia è data per la quasi totalità dalle piccole e medie imprese, e sono queste che pagano il prezzo del cuneo fiscale.
Le grandi società e multinazionali infatti, spostano le proprie sedi in Paesi esteri, o comunque trovano il modo di eludere il fisco italiano e abbattere la tassazione. Hanno il potere finanziario di farlo e lo applicano.
Le piccole e medie imprese invece, che per ovvi motivi non posso comportarsi allo stesso medo, vengono soffocate da tassazioni impossibili e tutto questo porta a due inevitabili conclusioni, mantenere attiva l'attività letteralmente sopravvivendo, oppure cessare definitivamente. Sono già decine di migliaia le imprese che anche a causa della pandemia, si sono ritrovate a chiudere, e questo genera mancati introiti per le casse dello stato, oltre che ovviamente la perdita di migliaia di posti di lavoro. Chiaramente quest'ultimi non avendo più un'attività e lavoro, non immetteranno più reddito nell'economia, in parole povere non avendo soldi da spendere, rinunciano agli acquisti, mettendo in crisi altre attività che a loro volta chiuderanno e lasceranno a casa altri lavoratori.
È un vortice pericoloso, e purtroppo ci troviamo già in mezzo.
Lo strumento che hanno pensato di ideare per tamponare in parte la situazione, è il reddito di cittadinanza, lo conosciamo bene tutti, ma purtroppo è un valido sostegno impiegato in malo modo.
Elena - Corriere d'Italia: Anche sul reddito di cittadinanza c'è un dibattito accesso. Pensi che non sia utile?
Valerio Schito: In realtà non ho detto questo. Credo che il reddito di cittadinanza, se correttamente utilizzato, potrebbe essere uno strumento utile per sostenere chi è in condizioni di bisogno. Dovrebbe essere messo a disposizione solo di chi ne ha davvero bisogno, non essendo in grado di lavorare. Ma erogare così tanti fondi tralasciando il vero problema di fondo, permettimi di affermare sia da incoscienti.
L'attenzione dovrebbe essere rivolta, prima di tutto, alla creazione di un clima più favorevole alle imprese e all'occupazione. Se le tasse fossero più basse, ma davvero molto più basse, avremmo molti più introiti nelle casse dello stato, che permetterebbero un'accelerazione dell'economia. Inoltre e non da meno le aziende avrebbero la capacità di assumere di più e con stipendi più alti.
Elena - Corriere d'Italia: A proposito della ricerca del personale, sei convinto quindi che la difficoltà delle aziende nell'assumere e offrire stipendi più alti sia legato sempre alla tassazione?
Valerio Schito: Una delle principali difficoltà è quella di trovare personale adeguatamente qualificato e motivato. Tuttavia, ritengo sia fondamentale capire che la vera questione è legata alla possibilità per le aziende di poter offrire condizioni lavorative e salariali adeguate. Ancora una volta, il problema si ricollega alla pressione fiscale sulle imprese. Un'azienda che assume un dipendente, ha un costo tra stipendio netto e tassazione di quasi il doppio rispetto a quello che il dipendente percepisce in busta paga.
Anche qui vorrei fare un esempio pratico. Se un dipendente percepisce mille euro circa di stipendio, vuol dire che l'azienda oltre allo stipendio che pagherà al dipendente, avrà un costo da versare in tassazione di circa altri mille euro. Perché lo stato non abbatte la tassazione facendo in modo che quei soldi restino al lavoratore?
L'azienda ha tutto l'interesse nell'assumere, poiché così potrà incrementare la propria produttività e utili. Allo stesso modo diventa ovvio che, nel momento in cui l'assunzione arrivi a rappresentare un costo e perdita per l'attività, allora l'azienda non assume o non potrà farlo alle migliori condizioni.
Elena - Corriere d'Italia: Che messaggio vorresti trasmettere ai lavoratori riguardo a questa questione?
Valerio Schito: Vorrei invitare i lavoratori a capire che l'obiettivo delle imprese non è quello di offrire stipendi bassi. Le aziende vogliono crescere, vogliono assumere, vogliono pagare stipendi più alti, ma le condizioni fiscali attuali spesso non lo permettono. L'ideale sarebbe che lavoratori e imprenditori uniscano le forze per rivendicare un sistema fiscale più equo e sostenibile, che permetta alle aziende di prosperare e ai lavoratori di ricevere retribuzioni più adeguate. Ricordiamo che il lavoratore vuole e deve essere retribuito adeguatamente per il tempo che dedica all'azienda, ma allo stesso modo l'imprenditore che dedica oltre quindici ore al giorno alla propria azienda, investendo e rischiando i propri capitali, lo fa con l'obiettivo di un ritorno economico sempre maggiore, altrimenti che senso avrebbe fare impresa.
Elena - Corriere d'Italia: Effettivamente quanto da te esposto è conciso e chiaro, e devo dirti che, nonostante avessi un pensiero differente, ascoltando il tuo punto di vista non posso che condividerlo. Valerio, oltre a dirigere la tua agenzia di comunicazione Italia Media Group, svolgi la professione di personal manager per personaggi e imprenditori, quindi sei spesso in situazioni di arbitraggio tra lavoratori e imprese, come ritiene che la comunicazione possa giocare un ruolo in questa situazione?
Valerio Schito: La comunicazione è fondamentale, lo è in ogni situazione della nostra vita, che siano relazioni private o professionali. Creare un dialogo aperto tra imprenditori e lavoratori è il primo passo per unire le forze. Bisognerebbe ascoltarsi per capire a fondo le difficoltà e le necessità che hanno ambo le parti, e insieme trovare le soluzione che andrebbero richieste alle istituzioni. Inoltre ognuno di noi deve comprendere che le istituzioni faranno sempre in modo che lo scontro a venga tra le varie categorie, così da non permetterci di unirci in richieste valide e concrete. Ma se imprese e lavoratori si unissero, capendo che in fin dei conti vogliono la medesima cosa, ovvero il poter lavorare e vivere serenamente, allora avremmo le condizioni per un vero cambiamento.
Elena - Corriere d'Italia: Grazie Valerio per il tuo tempo. È stato un piacere averti con noi, e saremmo felici di riaverti presto qui in redazione. Speriamo che il tuo messaggio possa contribuire a far riflettere e ad aprire un dibattito costruttivo su questi temi fondamentali.





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